Marrakech: amici, notti incantate e tè marocchino

Le difficoltà che ho incontrato nella vita con gli attacchi di panico hanno fatto di tutto perchè io non mi allontanassi dalla comfort zone, da casa, da un luogo vicino.
Ho sempre sostenuto che viaggiare è conoscere a poco a poco se stessi, la parte più intima e più nascosta, e per questo non potevo non riuscire a viaggiare.
Infatti ho sempre combattuto con la forza “il male invisibile” e con il mio gran entusiasmo di vivere e viaggiare, ho reagito. La voglia di conoscere, scoprire e condividere, questa è la mia linfa. Si perchè non c’è nulla di più bello al mondo che condividere. E io ho avuto la fortuna di condividere un mio sogno con e grazie a 3 persone speciali.

Noi nel Souk di Marrakech – ® Elisa Cortello

Desideravo da anni andare a Marrakech e loro mi hanno regalato il loro tempo e il viaggio. Sono fortunata ad avere persone che desiderano il mio bene ed è grazie anche a loro se riesco a tenere lontano “il male”.
Ma cos’è Marrakech? E perchè il sogno di respirare questa città?

Il Mercato nella piazza di Marrakech – Jemaa el Fna. ® Elisa Cortello

Difficile spiegare un’attrazione verso qualcosa che non conosci se non per sentito dire o per letto. Per me era un insieme di cose: la voglia di respirare una cultura così diversa dalla mia, l’attrazione verso una moltitudine di sapori e colori così forti e infine un desiderio di emozioni intense. Non per ultima la mia passione per il tè e dunque l’opportunità di conoscere meglio il tè marocchino, assaggiarne il più possibile e scoprire tanto sul modo di servirlo, sulla preparazione e sugli ingredienti.
Inizio subito con il dirvi che Marrakech non è come la descrivono, non è come sentite dire, non è nulla di tutto questo. Marrakech è fiato sospeso.

Una delle vie del Souk di Marrakech – ® Elisa Cortello

Aspettatevi emozioni forti.
Aspettatevi un’ondata travolgente di profumi, sguardi, colori e luce che vi toglierà le parole.
Aspettate di sentirvi inghiottire dai muri del souk.
Abbiate il coraggio di lasciarvi sedurre dagli incantatori di serpenti e di sprofondare nel silenzio ovattato delle notti della Medina.
Abbiate il coraggio di essere un di cui di quelle stradine in cui vi perderete e vi sentirete sopraffatti.
Avrò modo in altri post di raccontare le perle che potrete vedere in Marrakech ma mi voglio soffermare sulla bellezza delle notti passate al chiaro di luna, bevendo tè, con la Medina, il minareto e il nostro Riad Star da panorama. 

Panorama dal Riad Star di Marrakech – ® Elisa Cortello

Arrivati in Marocco abbiamo subito capito che offrire il tè nei “rabat“, i classici bicchierini di vetro finemente decorati e allungati, è una tradizione consolidata, una normalità. Ovunque vai, sei accolto con un saluto e con un bicchiere di tè marocchino, versato dal padrone di casa con la teiera in metallo tenuta ben in alto per far sì che il tè si raffreddi nel mentre.

Ed ecco una foto di me feliciona e dei miei amici, alle prese con il primo brindisi in assoluto, appena arrivati in Marocco.
Bere tè marocchino nel RiadHo così scoperto che il Marocco è tra i Paesi che consumano maggiormente il tè al mondo. Nei secoli passati infatti, prima che il tè fosse conosciuto e quindi importato, i marocchini erano soliti farsi degli infusi zuccherati di menta per combattere il caldo torrido che abbiamo vissuto anche noi in prima persona.
Ma come viene preparato il tè marocchino? Ecco qui le dosi per 4 persone.
Innanzi tutto partiamo dalla materia più importante, il tè (che io compro dal mio negozio di fiducia Edonè Tea Shop) e potete scegliere tra:

    • il Gunpowder (in inglese “polvere da sparo”) deve il suo nome alla forma con cui vengono appallottolate le foglioline, è un tè verde dal gusto vegetale e deciso, se preferite un gusto più allappante
    • Chun Mee  (in cinese “sopracciglio”), deve il suo nome alla forma con cui vengono lavorate le foglioline, è un tè verde dal gusto puro, forte e persistente ed un aroma abbastanza fruttato.

7 rametti di menta fresca tagliati a metà in modo da adattarsi alla teiera e altre foglie che vi serviranno per guarnire
5 cucchiaini colmi del tè che avete scelto
500 ml di acqua bollente
3 cucchiai di zucchero di canna

In una pentola pulita, versate il tè e mezza tazza di acqua bollita. Lasciate cuocere il tè per un minuto e versate l’acqua in una tazza separata, filtrate l’acqua per mantenere le foglie di tè all’interno della pentola. Tenete la tazza da parte poiché contiene l’essenza del tè. Non scartatelo.
Ripetete lo stesso procedimento versando mezza tazza di acqua bollita nella stessa teiera, ma questa volta fate roteare la teiera un paio di volte per sciacquare le foglie di tè. Versate l’acqua e scartala.
Ora, inserite la menta fresca, lo zucchero e la prima tazza d’acqua che avevate messo da parte prima. Riempite la teiera con l’acqua bollita rimanente e lasciate bollire delicatamente a fuoco medio-basso fino a quando vedrete grosse bolle. È importante che il tè arrivi lentamente a ebollizione per consentire al tè e alla menta fresca di immergersi correttamente. Se usate una teiera marocchina, vedrete il vapore provenire dalla teiera quando bolle.
Quando si arriva a ebollizione, aprite con cura la teiera e con un cucchiaio grande, mescolare il tè per assicurarsi che lo zucchero sia ben sciolto. Servitelo caldo.
Mettete della menta fresca in ogni rabat per decorare e per ottenere un’aroma di menta fresca più forte.

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